Estinzione del reato in caso di pagamento del debito tributario

//Estinzione del reato in caso di pagamento del debito tributario

La Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi sull’applicabilità delle norme tributarie che prevedono esenzioni di pena per il contribuente-imputato che provveda al pagamento del debito, oltre ad interessi e sanzioni, individuando in via interpretativa il regime applicabile nei casi di procedimenti già pendenti alla data del 22 ottobre 2015.

Con sentenza n. 40314 del 28 settembre 2016, infatti, la Suprema Corte di Cassazione ha assolto un imprenditore condannato in primo e secondo grado per il reato di omesso versamento dell’IVA in ragione del fatto che alla data del 22 ottobre 2015 (data di entrata in vigore della nuova normativa introdotta dal D.Lgs. n. 158/2015) il procedimento penale risultava pendente.

E’ stato così valorizzato il principio del favor rei, che deve trovare applicazione ogni qual volta l’imputato si sia adoperato e abbia estinto le pendenze con l’Erario attraverso il pagamento del debito. Argomentando dal principio di uguaglianza, gli Ermellini hanno ritenuto, infatti, che il pagamento del debito tributario – anche se intervenuto dopo la dichiarazione di apertura del dibattimento – debba consentire all’imputato di ottenere una pronuncia di estinzione del reato, e non solo uno sconto di pena per essere considerato una circostanza attenuante.

Il pagamento del debito tributario durante la pendenza del processo avanti il Giudice penale, ma prima della sentenza irrevocabile, deve essere equiparato, quanto agli effetti, ai casi in cui il pagamento – nei procedimento già “in corso” alla data di entrata in vigore del D.Lgs. 158/2015 (22 ottobre 2015) – integrale del dovuto (imposta, sanzioni e interessi) intervenga prima della dichiarazione di apertura del dibattimento.

Si tenga conto che nella stessa sentenza la Suprema Corte ha escluso, peraltro, la possibilità – nell’ambito del delitto di omesso versamento IVA (ma il ragionamento ben potrebbe essere esteso anche ai casi di omesso versamento delle ritenute) – di poter ritenere la crisi di liquidità dell’impresa una scriminante del reato.

Il pagamento integrale del debito tributario, quindi, consente nei reati di omesso versamento di ottenere l’estinzione del reato anche laddove il saldo con l’Erario sia raggiunto dopo la dichiarazione di apertura del dibattimento, ma prima del giudicato.

Il regime transitorio precisato dalla Suprema Corte di Cassazione e individuato in via interpretativa dovrebbe ritenersi non applicabile nei caso di reati dichiarativi (dichiarazione infedele e omessa dichiarazione), posto che in questi casi la nuova norma prevede la non punibilità se i debiti tributari, comprese sanzioni e interessi, sono stati estinti a seguito del ravvedimento operoso o della presentazione della dichiarazione omessa entro il termine della dichiarazione successiva, a condizione che non sia stata avviata qualunque attività di verifica amministrativa o penale.

2017-04-03T15:20:17+00:00 4 Ottobre 2016|News|